Blog

L’UE approva la prima legge sull’intelligenza artificiale: cosa prevede

Data: 27 Marzo 2024
Rubrica: Novità Digitali

Il 13 marzo 2024 ha segnato un momento storico per l’Unione Europea, poiché il Parlamento ha approvato una legge pionieristica sull’intelligenza artificiale (IA). Questa legislazione, frutto di due anni di intenso lavoro e negoziati con gli Stati membri, si propone di garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti fondamentali e di promuovere l’innovazione nell’ambito dell’IA. È il frutto delle proposte dei cittadini che hanno partecipato alla Conferenza sul futuro dell’Europa (COFE).


Cosa prevede la nuova legge sull’intelligenza artificiale dell’UE

Con 523 voti favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni, il regolamento sull’intelligenza artificiale dell’UE mira a proteggere i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale dagli eventuali rischi derivanti dall’impiego di sistemi di IA ad alto rischio. Al contempo, si ambisce a mantenere l’Europa al vertice dell’innovazione nel settore posizionandosi come prima al mondo a legiferare sull’argomento.

Cosa verrà vietato con l’AI act

Una delle pietre miliari di questa legislazione, denominata AI Act, è l’elenco di applicazioni di IA che verranno vietate. Tra queste vi sono:

  • i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili
  • l’estrapolazione indiscriminata di immagini facciali da fonti online per la creazione di banche dati di riconoscimento facciale
  • i sistemi di riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e nelle scuole
  • i sistemi di credito sociale
  • i sistemi che manipolano il comportamento umano o sfruttano le vulnerabilità delle persone.

Cosa accadrà ai sistemi di identificazione biometrica delle forze dell’ordine

Un altro aspetto cruciale della legislazione riguarda l’uso dei sistemi di identificazione biometrica da parte delle forze dell’ordine. Sebbene in linea di principio sia limitato, sono previste eccezioni per situazioni specifiche, come la ricerca di persone scomparse o la prevenzione di attacchi terroristici. Tuttavia tali eccezioni saranno soggette a rigorose garanzie, come l’autorizzazione giudiziaria e il rispetto dei diritti individuali.

Ci saranno obblighi chiari per i sistemi di IA ad alto rischio

Inoltre la legge sull’intelligenza artificiale varata dal Parlamento europeo impone obblighi chiari per i sistemi di IA ad alto rischio che potrebbero arrecare danni significativi alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali, all’ambiente e alla democrazia. Questi includono:

  • la valutazione e la riduzione dei rischi
  • la trasparenza e l’accuratezza
  • la sorveglianza umana.

I cittadini avranno il diritto di presentare reclami sui sistemi di intelligenza e di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.

La trasparenza, poi, è un principio chiave sotteso a questa legislazione. I sistemi di IA devono soddisfare requisiti specifici di trasparenza e rispettare le norme UE sul diritto d’autore durante le fasi di addestramento. Altresì i modelli più potenti, che potrebbero comportare rischi sistemici, dovranno sottostare a ulteriori obblighi, come la valutazione e la mitigazione dei rischi.

Un’altra disposizione importante riguarda la chiara etichettatura dei contenuti artificiali o manipolati, noti come “deepfake”. Questo permetterà ai consumatori di identificare facilmente i contenuti generati artificialmente.

Quando entrerà in vigore la nuova legge sull’intelligenza artificiale dell’UE

Ma quali saranno le prossime tappe? Per il momento il regolamento sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europea deve ancora essere sottoposto alla verifica finale dei giuristi-linguisti e dovrebbe essere adottato definitivamente prima della fine della legislatura. Inoltre la legge deve ancora essere formalmente approvata dal Consiglio. Quando ciò avverrà, entrerà in vigore entro 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Da qui inizierà ad applicarsi 24 mesi dopo l’entrata in vigore, ma con alcune eccezioni:

  • i divieti relativi a pratiche vietate si applicheranno a partire da sei mesi dopo l’entrata in vigore
  • i codici di buone pratiche si applicheranno nove mesi dopo
  • per quanto riguarda le norme sui sistemi di IA per finalità generali, bisognerà attendere 12 mesi per la governance e 36 mesi per gli obblighi per i sistemi ad alto rischio.

Per sostenere l’innovazione e le piccole e medie imprese (PMI), i paesi dell’UE dovranno istituire spazi di sperimentazione normativa e meccanismi di prova in condizioni reali. Ciò consentirà alle PMI e alle start-up di sviluppare e testare i loro sistemi di IA prima di commercializzarli.

Come si muoverà l’Italia

L’IA prevede che ogni Paese introduca un’autorità di vigilanza sull’intelligenza artificiale. Agli Stati membri viene data facoltà di scegliere se istituire un’authority per l’IA ad hoc o se affidare il ruolo a un’autorità (o agenzia) già esistente. In base alle prime indiscrezioni, questo ruolo verrà affidato all’Agid, l’ufficio-agenzia nato per coordinare la digitalizzazione della pubblica amministrazione, e non all’Autorità garante per i dati personali. Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario all’Innovazione Tecnologica Alessio Butti, queste agenzie hanno la competenza tecnica e operazionale essenziali per affrontare le sfide poste dall’IA, grazie al loro focus specifico sul digitale e sulla cybersicurezza.

Si punta ad una governance più responsabile e etica dell’IA

La legge sull’intelligenza artificiale approvata dal Parlamento europeo rappresenta dunque un passo significativo verso una governance più responsabile e etica dell’IA. Si prefigge di bilanciare l’innovazione con la protezione dei diritti fondamentali e la promozione della trasparenza. Mentre l’entrata in vigore della legge è prevista per i prossimi anni, il suo impatto si farà sentire a livello globale, aprendo la strada a una discussione più ampia sull’intelligenza artificiale.

L’UE approva la prima legge sull’intelligenza artificiale: cosa prevede
Rebecca Manzi
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2016 si occupa di redazione di articoli in ambito digitale e non solo. Dopo una parentesi nella carta stampata, nel 2021 l'incontro con l'editoria online: è amore a prima vista.
Questo sito può fare uso di cookies per migliorare la tua esperienza utente.
Usandolo accetti la Privacy Policy
×